giovedì 14 luglio 2011

Pareggio…

Lui si era dimenticato dell’appuntamento. Doveva essere un rendez-vous alla grande. Aveva promesso una cena ma i soldi non bastavano. Così accettò la sfida offerta due giorni prima. L’invito a unirsi in una squadra e a giocare calcetto. Il campo era pavimentato dal carbone bruciato di un rosso sbiadito oppure di color ruggine. Avevano fato la scommessa e giocavano mettendo l’animo e spirito che comunque risultò insufficiente. La palla lasciava segni di carbone sulle polpe e dopo un po’ la carnagione aveva perso il suo colore. Perso la partita perso anche i soldi scommessi. Perdere…una maledetta parola che lo segue annusando il suo odore. Rovescia la fodera delle tasche per capire a che cosa somigliano svuotate. Alle lingue di un cane con due teste. - Sono due - quasi urla preso dalla disperazione. E proprio, a questo punto del paragone, si ricorda del appuntamento. Forse perché le due teste potevano improvvisare il tintinnio di due monete, oppure di due noci nel sacco. Chissà. Non era sicuro. Doveva correre prima che diventassero tre, quattro, un branco che lo poteva sbranare all’istante.  
Preso dal panico si veste in fretta.
Lei aspetta sempre là e lui rimane sbalordito avendo perso ogni speranza di trovarla. Comunque il sorriso non riesce e spuntare.
Dice quasi sibilando che non si sentiva bene. Aveva la nausea e non può sopportare… - sai?... l’odore dei cibi…e se è meglio sedersi su una panchina. L’aria fresca forse lo aiuta. Il fruscio. Romantico, no? o o o o o…?!...!?...
Lei tace.
E lui si spaventa. Non riesce ad accettare il vuoto, perché il silenzio lo percepisce solamente come tale. Nel tentativo di colmarlo, pensa che sicuramente sta facendo la figura dell’imbecille. Alla fine si siedono e lui mentre cavalca le gambe i pantaloni si ritirano un po’ su. Denudarsi le polpe immediatamente si vede lo sporco causato dal carbone bruciato chissà quando. Ecco, l’istante del futuro che mescola le acque del passato, poteva dire in un’ altro contesto.
Si copre subito ma lei lo vede ugualmente.
- Sembri un tronco carbonizzato, - dice all'improvviso rallegrata.
Lei. 
Mordono. Le due teste, - dice tra sé pensando le due tasche vuote che assomigliano così tanto ad un camino senza legna da ardere.
Lui.

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